SINTESI IIa RIUNIONE CIRB - 03-11-2003

Dopo oltre un anno di attività dedicata a iniziative di approfondimento e sensibilizzazione sul tema del conflitto di interessi, dell'integrità della ricerca biomedica e dell'indipendenza dei ricercatori, il CIRB ha riunito a Roma oltre 200 tra operatori e amministratori sanitari per fare il punto delle proprie attività e verificare lo stato della ricerca indipendente nel nostro paese.

Scopo specifico della giornata era verificare lo stato della discussione sul pacchetto di misure (abolizione del diritto di veto da parte degli sponsor di ricerche nei contratti di ricerca esaminati dai Comitati Etici, definizione di modalità standard per la disclosure dei conflitti di interesse da parte dei ricercatori, progressiva accessibilità pubblica ai dati dell'Osservatorio nazionale per le Sperimentazioni cliniche del Ministero della Salute) che il CIRB aveva già posto alla attenzione generale nella riunione dello scorso maggio 2002, sempre presso l'Istituto Superiore di Sanità.

L'avvio della giornata
Dopo un indirizzo di saluto di Stefano Vella, dell'ISS, che ha rivisitato la storia dei progetti di ricerca coordinati dall'Istituto con particolare riferimento a quello sull'AIDS, l'incontro è stato aperto da una breve introduzione di Alessandro Liberati ed Enrico Geraci, che hanno sottolineato l'esigenza di fare una fotografia sempre più approfondita dello stato dell'indipendenza della ricerca nel nostro paese e di impegnarsi a fondo per rilanciare la possibilità di una maggiore autonomia dei ricercatori rispetto a programmi di ricerca definiti essenzialmente sulla base degli interessi commerciali. Geraci ha inoltre ricordato in quali punti del processo di ideazione e conduzione di una sperimentazione clinica possono materializzarsi i conflitti di interesse e le conseguenti distorsioni di disegno e analisi di uno studio clinico.

Le tre ricerche del CIRB
E' iniziata poi la presentazione dei risultati delle tre ricerche realizzate dal CIRB nel 2003 (si veda in proposito anche la sintesi pubblicata sul Sole 24 Ore Sanità del 4-11 novembre 2003).

Per primo Pietro Dri, del Direttivo CIRB, ha presentato i risultati della indagine sugli operatori della informazione. Dalla indagine è emerso che per gran parte dei giornalisti scientifici italiani i conflitti di interesse sono un problema rilevante che può influenzare il contenuto degli articoli. Se però si chiede direttamente al singolo giornalista se ha conflitti di interesse e se questi influenzano la sua attività si scopre che solo una minoranza riconosce di essere in questa condizione.

Immediatamente dopo Dri è intervenuto Marco Bobbio, anch'egli a nome del Direttivo CIRB, che ha presentato i risultati delle altre due ricerche condotte, rispettivamente su Società scientifiche e Direttori generali di aziende sanitarie e ospedaliere. Per quanto riguarda le Società scientifiche il dato su cui Bobbio ha maggiormente richiamato l'attenzione è stato quello di una ancora scarsa attenzione ai problemi di disclosure dei conflitti di interesse per quanto riguarda sia le cariche associative, sia le pubblicazioni e sia, soprattutto, la produzione di linee guida.

Come dati emersi dalla indagine sui Direttori generali di aziende sanitarie Bobbio ha soprattutto sottolineato la limitata conoscenza della attività dei Comitati Etici, la loro scarsa valorizzazione come potenziale risorsa per le attività formative interne alle aziende accanto a una dichiarata disponibilità a sostenere programmi di ricerca indipendente a livello regionale o nazionale.

Alberto Malliani è intervenuto nella duplice veste di Presidente della Società di medicina interna (SIMI) e di membro del Direttivo CIRB presentando le attività di dialogo e confronto con la industria farmaceutica iniziate dalla SIMI con il Forum realizzato nello scorso giugno a Milano.

E all'estero?
Dopo una breve discussione che ha seguito queste tre relazioni è stata la volta di Richard Smith, direttore del British Medical Journal. A Smith gli organizzatori avevano chiesto di presentare il punto di vista di un editor di una importante rivista internazionale sullo stato di salute del mondo della ricerca biomedica soprattutto per quanto attiene alla trasparenza, integrità e vigilanza sul conflitto di interessi. Smith ha presentato una sua personale panoramica del problema a partire da come esso è stato percepito e affrontato nell'ambito della editoria scientifica e di quali sono state le principali tappe per chi ha cercato di affrontarlo. Impossibile riassumere in poche parole la ricca relazione di Smith che ha, tra l'altro, ricordato un recente numero speciale sul tema delle "intricate" relazioni tra medici e industrie farmaceutiche per quanto riguarda la ricerca. Numero speciale che è stato quasi interamente tradotto in italiano e pubblicato sul numero di ottobre 2003 del Bollettino di informazione sui farmaci (BIF) e che è disponibile online.

Quali problemi specifici, in Italia, per la ricerca clinica ed epidemiologica?
A Roberto Labianca e Carlo Perucci il CIRB aveva invece richiesto una riflessione sullo stato della ricerca indipendente in Italia e su come venga vissuta (o evitata o rimossa) la problematica del conflitto di interesse, rispettivamente, nella parte clinica ed epidemiologico-valutativa. Labianca ha ripreso il tema generale della indipendenza dei ricercatori nel contesto delle problematiche cliniche e ha fatto riferimento alla esperienza dei gruppi cooperativi che, soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni ottanta, hanno rappresentato - in aree come quella cardiologica e oncologica - una dimostrazione di capacità organizzativa e realizzativa. Perucci ha insistito sulla necessità - soprattutto per quanto riguarda la ricerca epidemiologica eziologica e valutativa - di considerare i rischi di non indipendenza anche quando lo sponsor non è l'industria farmaceutica ma il committente pubblico. In particolare nel campo della ricerca valutativa e di esito Perucci ha portato esempi delle difficoltà che il ricercatore può avere sia per quanto riguarda l'accesso alle informazioni sia la possibilità di divulgazione dei risultati.

Prima della conclusione della mattinata è intervenuto Nello Martini, Direttore generale del Dipartimento Valutazione dei Medicinali del Ministero della Salute. Dopo aver ricordato le linee generali di intervento della sua Direzione generale (vedi presentazione) Martini si è soffermato sulla esperienza, unica in Europa, dell'Osservatorio sulle sperimentazioni cliniche annunciando che, a partire dalla seconda metà di novembre del 2003, alcune informazioni essenziali su obiettivi, sponsor, numero di centri partecipanti e stato di avanzamento delle sperimentazioni approvate dai comitati etici locali saranno disponibili a tutti coloro che ne faranno richiesta. Sempre in risposta alle richieste formulate dal CIRB in apertura di giornata, Martini ha affermato che vi sarà una progressiva obbligatorietà per gli sponsor di fornire queste informazioni e ha ricordato la sua circolare del settembre 2002 nella quale i comitati etici venivano invitati a considerare come fattore di criticità nei protocolli la presenza di clausole tese a limitare la autonoma decisione di pubblicazione da parte dei ricercatori. Infine Martini ha menzionato che nella legge Finanziaria attualmente in discussione al parlamento è prevista, contestualmente all'attivazione della Agenzia del farmaco, la istituzione di un fondo derivante dal prelievo di una quota sulle spese di pubblicità dell'industria, per la realizzazione di studi e ricerche pubbliche su temi di altà priorità per il Servizio sanitario nazionale.

La seconda parte della giornata è stata aperta, nel pomeriggio, dalla relazione di Chris Henshall, attualmente in forza al Ministero del tesoro inglese, ma che negli anni novanta è stato uno dei maggiori esponenti del programma di Ricerca & Sviluppo del Servizio sanitario nazionale inglese. Dopo aver fatto una breve panoramica sul finanziamento alla ricerca clinico epidemiologica a livello europeo, e aver ribadito i presupposti etico-politici della importanza di una ricerca indipendente, Henshall ha ricordato come il programma è nato, in quali aree si è sviluppato, che tipo di interazioni ha trovato con altri tipi di finanziamento (Medical Research Council e fondazioni private di ricerca inglesi) e quali sono le sue attuali criticità. Nelle sue conclusioni Henshall ha insistito sulla necessità che i servizi sanitari si dotino di un proprio programma di ricerca translazionale, che tale programma cerchi possibili sinergie con l'industria farmaceutica e biomedica ma che esso deve essere fortemente incardinato nel funzionamento del servizio sanitario. Per chi desiderasse approfondimenti sul programma R&D inglese Henshall ha fornito nella ultima diapositiva una serie di siti web di riferimento.

Ha concluso la giornata la Tavola rotonda coordinata da Gianni Tognoni e Tiziano Barbui che hanno posto ai partecipanti tre domande: a) come è possibile definire una ricerca "indipendente"; b) quali modalità per una effettiva disclosure dei potenziali conflitti di interesse di chi partecipa a una ricerca; c) quali sono le modalità con cui potrebbe venire istituito un fondo per la ricerca indipendente.

Aldo Maggioni, del Centro studi della associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (ANMCO) ha illustrato le regole che la sua associazione segue per la stipula dei contratti e per definire la eleggibilità e i rapporti tra i diversi gruppi che coordinano gli studi (Steering Committee, Data Monitoring Commitee, ecc).

Filippo Debraud, dell'Istituto europeo di oncologia ha sottolineato la necessità di rivedere le classiche 4 fasi della sperimentazione di un farmaco in rapporto alle diverse condizioni particolari di alcune specialità, come l'oncologia. In particolare a suo parere la fase 3 sarebbe in alcune circostanze superflua. A tale intervento sno seguiti commenti dal pubblico che sosteneva l'importanza di rispettare sempre le fasi di ricerca per non accelerare l'immissione all'uso di farmaci prima di averne chiari gli effetti positivi e negativi.

U. Mortari a nome di Farmindustria, dopo aver segnalato il clima disteso dell'incontro, ha sostenuto l'impossibilità per le aziende farmaceutiche di rendere pubblici e disponibili i dati ottenuti negli studi realizzati per la registrazione dei farmaci.

Antonio Addis, intervenuto a nome del dotto Nello Martini, ha ribadito l'importanza della ricerca indipendente, ricordando anche che l'ultima finanziaria prevede la creazione, presso la costituenda Agenzia del farmaco, di un fondo per sostenere la ricerca indipendente nel campo delle malattie rare.

Nelle conclusioni all'incontro Liberati, a nome del CIRB, ha valutato positivamente la giornata quale momento di approfondimento e confronto su temi generalmente molto trascurati in Italia. Ha ribadito che il CIRB continuerà nelle sue attività di stimolo e approfondimento con ulteriori iniziative di ricerca e ha auspicato che l'Istituto Superiore di Sanità possa impegnarsi nella realizzazione di ulteriori momenti di confronto sul tema della ricerca pubblica indipendente a partire da una ricognizione sistematica delle diverse (e disperse) possibilità di finanziamento, che oggi già esistono e che andrebbero meglio finalizzate e coordinate, e dalle nuove opportunità rappresentate dai fondi europei e da quelli di possibile prossima attivazione come annunciato dal dottor Martini nel suo intervento.